La bussola strabica

Pensieri sparsi, divagazioni (in)sensate e quant'altro...
Verso quale direzione punterà mai una bussola strabica?

11 agosto 2006

Il cielo

Lollo era ancora piccolo quando amava passare le sere d'estate sdraiato su un prato, a guardare il cielo senza preoccupazioni. Fissava la luna e le stelle con gli occhi sognanti e speranzosi di chi vede qualcosa in più di una macchia o una costellazione. C'era chi, per questa sua predilezione, lo aveva scherzosamente accusato di licantropia. Ci si rideva su.
Il vero peccato, per Lollo, era che una volta tornato in città gli era più difficile dedicarsi a quei momenti.
Un anno, infastidito dalle luci che gli occultavano la vista, si era munito di una fionda e aveva deciso di farsi giustizia da solo. Con accortezza e una non trascurabile dose di timore, aveva preso la mira per la prima volta e aveva scoccato. Il sasso aveva mancato il bersaglio di un bel po', ma non si era affatto abbattuto e ci aveva riprovato finché il lampione non aveva smesso di disturbarlo.
Certo alla fine era passato del tempo: il rischio che qualcuno lo vedesse mentre faceva il vandalo a quel modo era più che concreto e l'idea di essere beccato non gli andava a genio.
Tuttavia, aveva dovuto "curare" anche altri lampioni prima di riuscire a intravedere le stelle in modo simile a quello che tanto amava. Si sdraiava sul balcone e, anche se non c'era l'odore dell'erba a riempirgli le narici, si godeva la vista.
Di tanto in tanto, il comune si decideva a mandare qualcuno ad aggiustare le sue malefatte. Con costanza e abnegazione, Lollo prendeva la sua fionda e la faceva schioccare.
Dopo un po' di tempo, nel vicinato si era iniziato a mormorare che fosse lui il responsabile. La cosa, però, non aveva avuto conseguenze.

Il cielo, a un certo punto, era diventato solo uno sfondo cartonato che all'occorrenza lacrimava o piegava all'ingiù gli angoli della sua bocca. La luna e le stelle erano macchie di bianco su un nero opprimente e Lollo non se ne curava più: la vita dei lampioni si era allungata non di poco.
Nel vicinato, qualcuno si era perfino preoccupato di quel cambiamento.

Lollo aggrotta le sopracciglia e guarda verso l'alto. Una luce gli dà fastidio. Se solo non ci fosse, riuscirebbe a vedere quello che gli avvenimenti lo hanno portato a dimenticare.
Fa una smorfia soddisfatta e si dirige con piglio sicuro verso uno scatolone nel quale con apparente distrazione aveva a suo tempo riposto una serie di oggetti. Le sue mani si chiudono sull'impugnatura familiare della fionda.
Forse vuole rivivere parte del suo passato, forse si è ricordato di un'antica passione, forse è solo per cogliere una stella cadente. O forse perché ha di nuovo voglia di innamorarsi e amare.
Prende la mira.

A una persona lontana...

14 Commenti:

Anonymous dearwanda, in preda ad un raptus, ha detto...

Se fossi una critica letteraria direi che il tuo pezzo cattura quell'energia della giovinezza che a volte rimane sopita anche molto a lungo ma non svanisce mai del tutto...^_^ Ma accontentati solo di questo: Magnifico raccontino.

 
9:22 AM
Blogger Düsseldorfer, in preda ad un raptus, ha detto...

Molto bello!
Una dedica che dice molto se la si legge tra le righe!

...ora vado a cercare la mia fionda che ho un paio di lampioni e di teste tedesche da abbattere! >:)

 
10:48 AM
Blogger coneja, in preda ad un raptus, ha detto...

Bravo Ken!

Ora ho capito perché i lampioni vicino a casa sono sempre rotti! :D

 
2:44 PM
Blogger sonia, in preda ad un raptus, ha detto...

ciao ken...ci vediamo dopo il 21! Hai visto? Ormai la moda South sta dilagando ..;o)

A presto!

 
7:14 PM
Anonymous gidibao, in preda ad un raptus, ha detto...

Un raconto delicatissimo ken, ricco di immagini e di poesia...
Grazie per questo tuo dono generoso di freshezza e di speranza.

Buon ferragosto mio caro ;-)

 
10:06 PM
Blogger Düsseldorfer, in preda ad un raptus, ha detto...

ALLORA!!!
...c'è qualcuno o devo prendere a fiondate kendalen? >:)

 
8:48 AM
Blogger coneja, in preda ad un raptus, ha detto...

Non c'entra niente con questo bel post, ma oggi a pranzo, nella splendida cornice del "centro anziani"
(la zona coi tavoli per mangiare, caratterizzata da un'allegria simile a quella dei ritrovi per le persone in su con gli anni) è entrato un piccione e per poco non riusciva a svolazzare per il callcenter...
Mi è subito tornato in mente l'uccel...ehm, il pennuto di Ken :D!

 
10:01 PM
Blogger gidibao, in preda ad un raptus, ha detto...

Viva la Pica
:-))))))))))))))))))))))))))))))

nywdxwy

 
11:19 PM
Blogger Düsseldorfer, in preda ad un raptus, ha detto...

EVVIVA IL PENNUTO DI KEN!

 
9:42 AM
Blogger dalianera, in preda ad un raptus, ha detto...

Ma ken dove e' finito, qualcuno l'ha visto?
E' ancora alla ricerca del pennuto un pò snob? :-)

 
5:19 PM
Blogger sonia, in preda ad un raptus, ha detto...

In effeti ken potrebbe essere in giro per il mondo con la retina in mano, cercando di riacchiappare il suo indomabile uccellino!! ;o))))))

 
6:39 AM
Blogger Düsseldorfer, in preda ad un raptus, ha detto...

Ragazzi, abbiamo perso il Ken.

Voci dicono che si è imbarcato su una tonnara al largo del mar del Giappone!
Ne da il triste annuncio il pennuto che vive con lui!

 
2:25 PM
Blogger coneja, in preda ad un raptus, ha detto...

Ken, torna!
Sto blog aspietta a ttè! :D

 
2:26 PM
Anonymous Maestro Yoda, in preda ad un raptus, ha detto...

Che il pennuto di Ken sia con voi!

...l'abbiamo perso ragazzi, ci ha abbandonati!

 
9:26 AM

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