La bussola strabica

Pensieri sparsi, divagazioni (in)sensate e quant'altro...
Verso quale direzione punterà mai una bussola strabica?

21 luglio 2006

Tatuaggi: faq

Negli ultimi anni, una delle forme più antiche di body art, se non la più antica in assoluto, è diventata prepotentemente un fenomeno di moda. Un tempo marchio per avanzi di galera, marinai e ribelli, il tatuaggio è tornato ad essere ciò che era in origine: un ornamento permanente del proprio corpo. O forse sarebbe più corretto dire semipermanente, visto che è ormai possibile cancellarli - anche se resto piuttosto dubbioso sui risultati.
Tipicamente, ci sono una serie di domande che il/la fresco/a tatuato/a si sente rivolgere - soprattutto nel caso in cui nel giro delle sue frequentazioni lui/lei sia il/la primo/a.
Perché lo hai fatto? Perché ti sei tatuato/a quel disegno/quella scritta? Ha fatto male? Guarda che quando avrai 70 anni e sarai vecchio/a e cadente sembrerai ridicolo/a, sei sicuro/a di quello che hai fatto? Ma proprio così grosso dovevi farlo?
A prescindere dal fatto che per ognuna di queste domande può sempre valere la risposta jolly "ma saranno cazzi miei", in tutte le sue varianti più o meno cortesi, ci si deve confrontare con la supposta necessità da parte del proprio interlocutore di avere spiegazioni. Ora, se di questo interlocutore ci importa poco o nulla, o ancora se ci sta piuttosto sull'anima, la risposta jolly è perfetta a patto di non essere troppo educati (che al contrario di quanto ci può essere stato insegnato non è necessariamente una cosa positiva). Ma se già intratteniamo un qualche tipo di rapporto - familiare, amicale, lavorativo e così via - può non essere una buona idea usufruirne.
Vediamo qualche possibile risposta alternativa.
Ha fatto male? E beh, questo dipende da una serie di fattori: la resistenza al dolore dell'individuo, il punto del corpo dove è stato fatto, l'abilità del tatuatore, la grandezza del tatuaggio. Mi si dice anche che alcuni tatuano con l'anestetico, per quanti perfino un pizzicotto ha il peso della testata di Zidane. Mah. In buona sostanza, per la mia esperienza, farsi fare un tatuaggio è assai meno doloroso che andare dal dentista - e di certo un tatuaggio ti può durare più di un'otturazione, però, sì, insomma, non è che ci mastichi meglio col lupo sull'avambraccio... Non è piacevole, a meno di essere masochisti; si tratta comunque di un fastidio più che sopportabile. Per un'ora. Due. Anche tre o quattro. Oltre? Ah, saperlo... Collo, polpaccio e fianco pare ad ogni modo siano zone molto più sensibili delle braccia: conto di avere un giudizio personale, prima o poi. D'accordo, capita anche di beccare quelli che piuttosto di dire che hanno sofferto come bestie si amputerebbero un mignolo modello yakuza e quelli che invece narrano di indicibili sofferenze a fronte di minuscoli sputazzi di colore su una spalla... ma a quel punto è francamente meglio usufruire del jolly.
Guarda che quando avrai 70 anni e sarai vecchio/a e cadente sembrerai ridicolo/a, sei sicuro/a di quello che hai fatto? Ma a parte il fatto che posso anche non arrivarci, a 70 anni (ok, toccatina strategica), ti pare che mi metto addosso una roba così, come se fosse un paio di calze da ginnastica? Se volevo farmi qualcosa di più volatile, me lo facevo con l'henné e tanti saluti. E no, invece, voglio qualcosa che duri e che duri tanto. Poi per carità, esco dal negozio, mi investe una Volvo scassata e buona notte (ok, SECONDA toccatina strategica - cazzo ci fa, oltretutto, una Volvo scassata da 'ste parti, che è zona pedonale?). A 70 anni, se non sarò già troppo rincoglionito, mi guarderò allo specchio e ricorderò che in un periodo della mia vita ho fatto anche quello: se sarò fortunato, avrò avuto una vita piena di cose belle e quella sarà solo una delle tante. La pellaccia è mia e avrò ben valutato la questione. La avrò ben valutata? Jolly!
Ma proprio così grosso dovevi farlo? Domanda tipica della mamma, rivolta sia che si tratti di un quadrifoglio grosso come l'unghia del mignolo di un bebè sia che ci si sia fatti riprodurre l'Ultima Cena sulla schiena. Sì, proprio così grosso. Più piccolo non si poteva (ti voglio vedere, a fare l'Ultima Cena con la macchinetta da tatuatore su una superficie più ristretta, al massimo puoi farla stare su un braccio, ma sarebbe troppo grossa lo stesso). Ormai è fatta comunque, che faccio, una fotocopia ridotta? Lo tiriamo fuori, sto jol... - ah, sì mamma, ok, stai buona, non ti preoccupare, magari ne faccio ancora uno, ma poi basta, dai. Due. Tre e poi basta. Mamma? MAMMA???
Perché ti sei tatuato/a quel disegno/quella scritta? Terribile. La PEGGIORE domanda che si possa rivolgere ad un tatuato, anche se si è in confidenza. L'evoluzione degenerata della madre di tutte le domande (cioè la prossima). A parte che alcune scritte non hanno bisogno di particolari spiegazioni (compleanno, dichiarazioni d'amore - TERZA toccatina strategica -, nomi), ma poi il tatuaggio di per sé dovrebbe essere un qualcosa di "intimo". Eh sì, proprio così: l'esposizione esteriore di qualcosa che è dentro di noi e che non possiamo o non vogliamo spiegare. So che magari sembra strano, visto che con la riduzione a moda il tatuaggio è qualcosa che ha a che vedere più con l'esibizionismo che non con altro, ma chi non lo fa per moda (vedi domanda successiva, sebbene credo ce ne siano, in giro, più di quanto si crede), può farlo per motivi che non ha NESSUNA voglia di mettere in piazza. Oppure per la cosa più semplice che ci sia: per piacere personale. Punto. Serve altro? Mumble... sì, magari una scusa per coprire e stroncare sul nascere la curiosità altrui. Se ti va bene, ficcanaso, le cose stanno così. Altrimenti, jolly!
Perché lo hai fatto? La madre di tutte le domande. Quella che, anche se non viene posta direttamente, è sottintesa in tutte le altre. Quella che, insieme a "ma guarda sto drugà", si legge negli occhi di molte persone oltre una certa età, camminando per la città. Spianiamo subito la strada dagli equivoci: sono straconvinto che sia pieno di ragazzi e ragazze che lo fanno per moda. Un tatuaggio come se fosse un pantalone a vita bassa (eventualmente per far vedere un tatuaggio). Vabbeh, pazienza. Trovo che farsi qualcosa di permanente solo per moda sia una cosa veramente idiota. Passiamo oltre. C'è chi lo fa perché li trova belli (vedi domanda precedente) e vuole adornare il proprio corpo con qualcosa di bello, che gli/le rimanga. C'è chi lo fa per dimenticare qualcosa o qualcuno, o per NON dimenticare (QUARTA toccatina strategica, scegliete voi su quale delle due opzioni - una bella sbronza non basta, però, se vuoi dimenticare???). C'è chi lo fa perché non si piace e pensa che basti un tatuaggio per cambiare la situazione (e la cambia, ma solo temporaneamente). C'è chi lo fa perché è in qualche modo rassicurante pensare che anche attraverso il dolore può nascere qualcosa di bello. C'è chi lo fa perché è da quando è un gagno che lo desidera con tutte le sue forze e si è sempre sentito inibito. C'è chi lo fa per scommessa. O per una miriade di altri motivi, che non conosco ma che penso capirei, non fosse che, jolly!, non mi faccio i cazzi altrui.
E pazienza, lo so, alla fin fine si ricasca sempre nella risposta jolly. Ma non è forse la migliore?

10 Commenti:

Blogger Düsseldorfer, in preda ad un raptus, ha detto...

Credo che la risposta migliore a tutte le donade sia ...jolly in ogni caso! :)

Solo una cosa ...ma tu, perché lo hai fatto? e perché così grosso? ma sei sicuro? e poi, a 70 anni? ...mah!

AHAHAHAHA

 
1:42 PM
Blogger kn77, in preda ad un raptus, ha detto...

Ecco.. questo post mi ha fatto riflettere sulla mia frequente mania d'imbrattarmi la carcassa.. pero' io per quanto riguarda me stessa sono arrivata alla conclusione che.. non esiste un motivo ben preciso.. è un miscuglio di demenza e passione credo.. anzi.. risultare in qualche modo rivoltanti agli altri mi procura una certa soddisfazione... :)

 
2:53 PM
Blogger DearWanda, in preda ad un raptus, ha detto...

la risposta jolly e' bellissima!! questa me la devo ricordare!

 
3:11 PM
Blogger coneja, in preda ad un raptus, ha detto...

kendalen, ti sei fatto un tatuaggio?
Ma dai!
Ma...
Ma perchè lo hai fatto?
Che significa?
:P

 
5:32 PM
Blogger Düsseldorfer, in preda ad un raptus, ha detto...

Te lo spiego io il perché: i programmatori Java lavorano in degli uffici con i condizionatori a palla e gente che fuma da fare schifo.

Oltre questo, dopo un po' di anni che rincoglionisci sopra un paio di condizioni if e cicli while il cervello ti abbandona quindi, come in memento, il tatuaggio ti aiuta a ricordare chi sei e da dove vieni!

Dico bene maestro kendalen?

 
5:37 PM
Blogger sonia, in preda ad un raptus, ha detto...

Bhe quando avevo 17 anni mi sono fatta il mio primo e unico tatuaggio!
Se ne avessi fatto un secondo poi avrei dovuto fare il terzo. eccc, perché dicono che si portano sempre dispari..ma vabbé non é questo l'argomento che volevo argomentare!

Prima di fare un tatuaggio, anche io mi sono posta tutte quelle domande, e un punto carino,che non invecchierà mai,che di ciccia non se ne formerà, che non mi da fastidio alla vista, io l'ho trovato...sulla caviglia!

 
3:26 AM
Blogger coneja, in preda ad un raptus, ha detto...

Sonia: nessun tatuaggio, visti sugli altri non sono male, su di me, lasciamo stare! E poi già solo pensare di mettermi una cosa che dura tutta la vita mi viene l'ansia! :D

Duss: vuoi dire che kendalen si è tatuato il suo nome? :D Ma è così distratto? :)
La descrizione degli uffici programmatori java è simile a quella degli openspace degli operatori di callcenter, ma ci manca il fumo...

kendalen: interessante la tua biografia, storico anche tu...
io sono laureata in scienze politiche con indirizzo storico e son finita a rispondere fesserie al telefono :/
E sono pure recidiva, stavo meditando se iscrivermi proprio a storia!

 
1:21 PM
Blogger Düsseldorfer, in preda ad un raptus, ha detto...

No no, non il nome, si è proprio fatto tatuare il suo ritratto in posti diversi.
Li usa per confrontarli con l'immagine che vede ogni mattina nello specchio!
Se tutto combacia ok, ma quelle mattine in cui nessuno è uguale all'altro sono c..zi!!! :|

 
4:03 PM
Blogger coneja, in preda ad un raptus, ha detto...

Duss: :D

 
7:57 PM
Blogger kendalen, in preda ad un raptus, ha detto...

Accidenti, non immaginavo che ne sarebbe nata una siffatta discussione!
@düsseldorfer: che tu sia maledetto! Hai svelato il mio segreto! Ah, ma mi vendicherò!!! :D
@sonia: la caviglia è posto strategico et muy sexy, per una donna. Ma che non invecchi e non inciccisca... :D Diciamo che lo si spera e che è uno dei punti statisticamente meno a rischio, va! ;)
@coneja: tò, una quasi collega! Beh guarda, qui da me ci sono al pianterreno gli uffici degli smanettoni rinco programmatori e al seminterrato l'open space col call center e grazie al cielo manca il fumo... Anche perché sennò... mordo... :)

 
7:39 AM

Posta un commento

<< Home