La bussola strabica

Pensieri sparsi, divagazioni (in)sensate e quant'altro...
Verso quale direzione punterà mai una bussola strabica?

24 luglio 2006

Mens sana? Corpore sano?

Un post dal blog dell'amico Marco ("Sogno o son desto?") mi porta a una serie di riflessioni, in particolare su quanto sostenessero gli antichi a proposito del mantenere in forma il corpo.
Sì, mens sana in corpore sano. Nulla di più banale.
Un detto tanto scontato quanto alle volte così difficile da interiorizzare.
Erano anni che non praticavo sport e che, in generale, non facevo alcuna attività fisica se escludiamo la canonica partitella a calcetto ogni due-tre settimane, roba peraltro che è durata finché sono stato sposato e finché ho frequentato gli "amici" di un tempo.
Risalendo indietro negli anni, posso affermare con una certa approssimazione che per sei-sette anni il mio corpo è andato un po' allo sbando. Al diavolo la pallacanestro, al diavolo l'aikido, mi sono seduto nel senso più pieno della parola. Beninteso, di questo posso ritenere responsabile una persona sola e cioè me stesso - forse il mio peggior nemico. E non è che dopo la separazione mi sia messo a curarmi un po' di più, proprio per quello, perché la persona che mi frenava in quella sfera me l'ero portata appresso, il Luca pigro e sonnolento, animale da poltrona e telecomando come molti.
Insomma, tra una cosa e l'altra sono arrivato a pesare più di novanta chili, che magari non saranno un'enormità ma se si pensa che non raggiungo il metro e ottanta se non in punta di piedi si può facilmente capire che "sovrappeso" era un'ottimista eufemismo. Di pari passo, alla faccia della teoria secondo la quale le persone grasse sono mediamente di buon umore, scivolavo in un pantano depressivo che mi legava ogni iniziativa: non che io sia un allegrone, per carità, il mio musone è abbastanza proverbiale tra le persone che mi conoscono, però di solito non disdegnavo di farmi o di far fare qualche risata - ma chiaramente non in quel periodo.
A un certo punto, però, ho deciso che era ora di prendere un po' a calci nelle natiche quel mollaccione (e non solo lui, a dirla tutta, ma questa è un'altra storia). Così, tra i propositi di inizio anno e complice anche una scadenza vicina e piuttosto piacevole (almeno spero... :P due amici che si sposano sabato prossimo), mi sono imposto di perdere una dozzina di chili. Mezzi: dieta e corsa.
Tralasciamo pure la dieta, un folle e insano concentrato di idee personali che quasi di certo nessun dietologo consiglierebbe (un regime che neanche io manterrei per più dei quattro mesi nei quali l'ho sperimentato) e concentriamoci sulla seconda.
Non lo nasconderò, correre per me è palloso. Tremendamente, infinitamente, assurdamente palloso. Almeno, farlo da solo lo è, anche se con le cuffiette e gli mp3 che mi trapanano le orecchie. Non parliamo poi della frustrazione nel vedere che il proprio corpo cede di schianto dopo neanche due minuti di lentissime sgambettate. "Ma porca di quella t***a b******a b********a figlia di p*****a, e tu una volta ti appendevi al canestro come se niente fosse???" era il pensiero usuale. Beh, no, non proprio. Diciamo che era il concentrato di insulti e bestemmie usuale, in principio. Mi guardavo dall'esterno e vedevo un mantice rosso con una tuta blu e due occhi che venivano tenuti a stento entro le orbite: uno spettacolo raccapricciante piuttosto e anzichenò. Ma mi ero dato un obiettivo e vigliacco se non lo avessi raggiunto!
Bastasse quello, a volte. Sarebbe tutto più semplice, darsi un obiettivo - non impossibile - e perseguirlo fino al suo raggiungimento. Io, peraltro, sono davvero negato nel darmi obiettivi e perseguirli. La forza di volontà mi difetta più spesso di quanto vorrei.
Contro ogni pronostico, invece, in capo a quattro mesi ce l'avevo fatta. Pienamente. Dodici chili * PUFF *! Svaniti!
I minuti sono passati da due a dieci, a venti, a trenta. Due palle. Poi basta, adesso non esageriamo, anche perché in mezzo il mio corpo mi ha dato un paio di avvertimenti in stile mafioso... No, non mi ha inchiodato un gatto nero alla porta di casa, né mi ha messo la testa mozzata di un cavallo sul sedile della macchina, anche perché sarebbe stato francamente difficile farlo senza che me ne accorgessi... Diciamo che, con una certa semplicità, ha cominciato a lanciarmi qualche fitta al ginocchio sinistro (quello a suo tempo operato ai crociati) e per colmo di democrazia anche al ginocchio destro (quello ancora come mamma l'ha fatto). Ma fanculo, no? Avevo raggiunto il mio obiettivo! E con ben tre mesi di anticipo sulla tabella di marcia!
La cosa però che più mi aveva fatto piacere era che la mia mente aveva ripreso a funzionare come Dio comanda. Addirittura, mi ero messo in testa di partecipare a un concorso letterario e ho iniziato a scrivere un romanzo di fantascienza. Per mettermi così tanto sotto, mi è necessario essere presente al massimo, un po' come si diceva in un commento su sblogg, e in quel periodo, miracolo! miracolo!, è stato così.
Peccato che, giunto al termine del decimo capitolo (su 25 preventivati), mi è arrivata una discreta mazzata psicologica che mi ha ributtato indietro. Giusto quando stavo finendo la dieta e il flaccido Luca si stava adoprando con i giochetti sadici sul mio corpo. In tutta onestà, gli ultimi chili li ho persi per lo stress e i dispiaceri. Ma li ho persi, è quello che conta, no?
Sta di fatto che, in parallelo, la mia corsa ha cominciato a essere, oltre che pallosa, anche molto più pesante. Probabilmente, scomposta. Dopo un po', l'avvertimento mafioso si è concretizzato nell'incendio doloso al negozio (probabile infiammazione dei tendini d'Achille in seguito a un paio di partite di pallacanestro) e ho dovuto interrompere l'attività fisica, con grande sollazzo del grassone in cannottiera sulla poltrona (ma da bravo maschio orgoglione mi sono ben guardato dall'andare a farmi vedere). E il circolo vizioso si è ripresentato.
Solo che questa volta, non so per quale motivo, se perché ho capito come si fa, per grazia divina o per pura fortuna, dopo un po' mi sono ridato un calcio nel culo e mi sono rimesso a correre. Cioè, mi sono rimesso a farmi due maroni così, perché non so se l'ho già detto, ma trovo che fare jogging sia pal-lo-so. Oddio, non nego che sia piacevole, a volte, soprattutto quando ti ritrovi nel parco (tipicamente la Colletta) all'imbrunire, oppure sul lungo Po, con le nuvole rossastre nel cielo, l'odore d'erba appena tagliata, i bimbi che giocano sulle altalene, il rumore lontano e quasi indistinguibile dell'acqua che scorre. Certo, anche le nuvole di moscerini che ti riempiono la bocca manco fossero una teglia di lasagne al forno (ma con sto caldo come caspita mi vengono in mente le lasagne al forno?) e gli stormi di zanzare B52 (dove la B sta per Baldracche) in cerca di cibo gnamgnam sul tuo collo, le tue braccia, le tue gambe, ma, parrà strano, la fauna entomomorfa riesce a non essere così molesta come si possa pensare. La mente, per qualche istante di puro godimento, sembra riesca quasi a staccarsi e viaggiare qualche metro sopra al proprio corpo, mentre al piano di sotto le gambe macinano il loro percorso guardando verso l'alto e dicendo "'mbé, ndò cazzo vai?", con una punta appena malcelata di invidia. Delle due l'una: o correre riesce a farmi raggiungere uno stato da semi yogi (non l'orso, ça va sans dire) oppure quei moscerini sono roba davvero buona.
Toh, ma pensa un po'! Ho addirittura ripreso a scrivere. Su un blog, per ora, ma chissà. E prima o poi le cose andranno meglio anche intorno a me, nonostante tutto (già, perché se quel panzone palladilardo ogni tanto non bussa alla mia porta non è contento). Che sia dovuto ad una sorta di reazione inversa all'effetto della corsa - ho accennato che lo trovo mondialmente palloso, sì?
Vanno a braccetto. Osservo la cosa con un certo interesse perché in effetti è la prima volta che mi capita di accorgermene: la mia memoria non mi aiuta più di tanto, come dicevo è passato tanto, troppo tempo da quando praticavo con assiduità sport e non riesco a rimembrare con quale facilità affrontassi la vita, allora.
Ripeto, potrà sembrare una riflessione banale, ai più. Ma alle volte non è bello perdersi anche in osservazioni di questo tipo?

10 Commenti:

Blogger sonia, in preda ad un raptus, ha detto...

Io sai come sono ormai...tornerò stanotte a leggere...buona giornata!;o)

 
1:23 PM
Blogger kendalen, in preda ad un raptus, ha detto...

Cara la mia nottambula, attenderò il tuo commento! ;)

 
2:34 PM
Blogger sonia, in preda ad un raptus, ha detto...

ma cavoli se è interessante perdersi in queste osservazioni...credo che sia fondamentale e importantissimo prendersi cura del proprio corpo. Ti riporto brevementeun mio esempio. io non so perchè, ma a me le relazioni amorose mi fanno ingrassare...sarà prché sento di avere tutto ma poi subentra la routine e mi sfiacco, sarà perché seguo rigidamnte gli orari in cui si mangia..che ne so..fatto sta che se ho una relazione ingrasso! Non è che metto su molto ma i miei 5 o 6 kg si!
Invece dopo che non ho più relazioni...come d'incanto mi sgonfio?!? 8o) Incredibile!
Vabbe, è chiaro che anche io vado a correre perô anche se ci andavo con il mio moroso nulla, non mi faceva nulla la corsa. Rimaneo sempre la stessa...e ancora quando la relazione finiva, e continuavo ad andare a correre via...corpo tonica e mente sana;o)
Io amo soprattutto correrre di inerno, mi piace sentire la brezza gelida sul viso, mentre tutto il corpo si riscalda... d'estate invece,trovo che sia pallosissimo! Troppo caldo e non fa bene! Quindi bici o nuoto!
Alterna così se non altro la corsa non diventa poi cosi pallosa!
Io per esempio per la prima volta ho fatto un corso di acqua gym!Bello!
In effetti questo non te lo consiglio...troppo femminile ;o)
Ma l'attività sportiva è fondamentale!

 
11:21 PM
Blogger kendalen, in preda ad un raptus, ha detto...

Verissimo, l'acquagym è "roba da femmine", ma potrebbe essere una buona occasione per conoscere... mumble mumble...
Se ingrassi durante le tue relazioni, credo sia dovuto al fenomeno del "benessere", cosa comune a tanti. Il rilassamento porta ad abbassare la guardia, anche se magari in maniera inconscia, e l'organismo "si siede". Mentre, da single, la necessità di rendersi più appetibili agli altri porta il nostro corpo in uno stato di tensione che evidentemente fa consumare di più!

 
7:50 AM
Blogger sonia, in preda ad un raptus, ha detto...

aahahah...è vero potrebbessere così! Senti ma mi spieghi gentilemente una cosa? che signfica Mumble Mumble

 
8:23 AM
Blogger kendalen, in preda ad un raptus, ha detto...

Buongiorno sonia! Mattiniera anche tu, vedo!
"Mumble mumble", davvero non sai che significa? È quello che "dicevano" certi personaggi dei fumetti disney per indicare che stavano pensando/meditando... ;) Che sia una cosa solo italiano e che da voi in Svizzera (dico bene, sì?) non sia mai arrivata?

 
8:26 AM
Blogger sonia, in preda ad un raptus, ha detto...

Si mattiniera, per fortuna questa è stata una notte nella quale sono riusciata un po' a dormire.
Si in effetti...adesso mi ricordo, ma non fa più parte dei cartoni giapponesi? mumble mumble;O)

 
8:39 AM
Blogger sonia, in preda ad un raptus, ha detto...

ahahaha...ma hai vsto cosa ho scritto: riusciata...italiano scorreggiuto ;o)

 
8:47 AM
Blogger kendalen, in preda ad un raptus, ha detto...

MUMBLE... Nin zaprei... Mi pareva più da Disney, ma ora che mi ci fai pensare... dovrò informarmi!

 
8:47 AM
Blogger kendalen, in preda ad un raptus, ha detto...

Non ci avevo fatto caso! Si vede che ho il correttore automatico cacaminchia (tm) che prima di una cert'ora non funziona. O funziona solo con düss... :D

 
8:48 AM

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